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Versione | pag. 78 n. 2 → Dopo molte peripezie Ulisse torna in patria

Verba Manent 2

Pagina numero: 78

Versione numero: 2

Dopo molte peripezie Ulisse torna in patria

Ulisse, una volta fatto naufragio e perduti tutti i compagni, nuotò verso l’isola di Eea, in cui la ninfa Calipso, figlia di Atlante, essendo stata presa dall’amore per Ulisse, lo tenne presso di sé per un anno intero, e non volle lasciarlo andare via da sé, finché Mercurio, per imposizione di Giove, ordinò alla ninfa che lo lasciasse andare via. E a quel punto, una volta realizzata una zattera, Calipso lo lasciò partire provvisto di ogni genere di cose; Nettuno, però, distrusse la zattera con le onde, perché Ulisse aveva privato dell’occhio il Ciclope, figlio di lui. Da lì (→ Ulisse) arrivò sull’isola dei Feaci, nudo, sulla costa della quale Nausicaa, la figlia di re Alcinoo, si era recata allo scopo di lavare la veste. Ulisse, che era nudo, coprendosi con delle foglie provenienti da un albero, si mostrò alla fanciulla e le chiese di recargli soccorso. Nausicaa, spinta dalla compassione, lo coprì con un mantello e lo scortò presso il proprio padre. Alcinoo, dopo averlo accolto cortesemente come ospite ed averlo fornito di doni, lo fece partire alla volta della patria Itaca. Egli (→ Ulisse) fece per la seconda volta naufragio, a causa della collera di Nettuno. Dopo il ventesimo anno, perduti i compagni, fece ritorno in patria da solo; dopo che, sconosciuto a tutti (ossia: “non riconosciuto da nessuno”), fu giunto nella propria casa, vide i pretendenti, che chiedevano in matrimonio Penelope, che occupavano la reggia, e si finse un ospite. Ma Euriclea, nutrice dello stesso, mentre gli lavava i piedi, riconobbe Ulisse da una cicatrice. In seguito, con l’aiuto di Minerva, assieme al figlio Telemaco e a due servi, (→ Ulisse) uccise i pretendenti per mezzo delle frecce.

Versione tratta da: Igino
Pag. 78 n. 2

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