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Versione | pag. 29 n. 179 → Difficoltà della traversata delle Alpi

Mirum Iter 2

Pagina numero: 29

Versione numero: 179

Difficoltà della traversata delle Alpi

A quel punto, però, i Cartaginesi venivano contrastati tanto dai nemici quanto dall’asprezza dei luoghi, e ancor di più (avevano contrasti) tra di loro. I cavalli in particolare rendevano pericolosa la colonna; questi infatti si agitavano sia spaventati dalle grida confuse, che i boschi ed anche le valli riecheggianti accrescevano, sia, colpiti o feriti per caso, essi si imbizzarrivano al punto da fare un’enorme strage di uomini e insieme di salmerie di ogni genere; e l’assembramento precipitò nella smisurata profondità molti uomini, alcuni per giunta armati. Ma le cadute facevano ruzzolare soprattutto gli animali da soma con i carichi. Anche se queste cose erano orribili a vedersi, per un po’ di tempo Annibale si fermò, e mantenne a freno i suoi, per non aggravare lo scompiglio e l’agitazione. Quindi, dopo che ebbe visto che la colonna veniva spezzata, sferrò un attacco da un punto più alto, e, anche se con questo assalto respinse i nemici, accrebbe anche lo scompiglio nei suoi. Ma quello scompiglio, dopo che i sentieri erano stati liberati grazie alla fuga dei montanari, si calmò in breve tempo, e presto tutti furono portati dall’altra parte, non solo in pace, ma addirittura in silenzio.

Versione tratta da: Livio
Pag. 29 n. 179

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