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Versione | pag. 110 n. 2 b → Achille

Grammatica Picta 2

Pagina numero: 110

Versione numero: 2 b

Achille

La Nereide Teti, madre di Achille, era agitata perché l’oracolo aveva detto così a proposito del figlio: “Se Achille andrà a conquistare Troia, è destinato a morire”. E così inviò il figlio giovinetto sull’isola di Sciro al re Licomede, ed egli custodiva costui (→ Achille) in abito femminile tra le (sue) figlie ancora fanciulle, una volta cambiatogli nome. Gli Achei però, dopo che furono venuti a sapere che quello era nascosto in quel luogo, inviarono al re Licomede dei messaggeri (Ulisse fu tra essi) affinché chiedessero che (→ Licomede) lo mandasse presso i Danai. Poiché il re affermava che Achille non si trovava presso di lui, Ulisse, dal momento che non era in grado di distinguere quale egli fosse tra quelle (ossia: “tra le fanciulle”), pose nell’atrio della reggia dei regali da donna, fra i quali anche uno scudo ed una lancia, ed immediatamente ordinò che si facesse un fracasso di armi insieme a schiamazzi. Achille, credendo che lì ci fosse un nemico, stracciò la veste femminile e afferrò lo scudo e la lancia. Per via di questo fatto egli venne riconosciuto, e promise agli Argivi i propri contributi, ed i soldati Mirmìdoni.

Versione tratta da: Igino
Pag. 110 n. 2 b

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