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Versione | pag. 115 n. 209 → Un esempio di onestà incrollabile

Mirum Iter 2

Pagina numero: 115

Versione numero: 209

Un esempio di onestà incrollabile

L’integrità di Epaminonda fu messa alla prova da Diomedonte Ciziceno. Costui, su richiesta del re Artaserse, giunse a Tebe con una grande quantità d’oro allo scopo di corrompere Epaminonda con del denaro, e, con cinque talenti, ridusse alla sua volontà il giovinetto Micito, che all’epoca Epaminonda amava moltissimo. Micito si incontrò con Epaminonda e illustrò la ragione della venuta di Diomedonte. Ma quello, in presenza di Diomedonte, disse: “Rifiuto il denaro: infatti se il re vuole le cose che sono vantaggiose per i Tebani, sono pronto a farle senza guadagno, se invece vuole cose svantaggiose (per i Tebani), egli non ha abbastanza oro ed argento. Infatti non voglio ricevere la ricchezza del mondo intero in cambio della devozione verso la patria. Poiché tu mi hai messo alla prova senza conoscermi, e mi hai ritenuto simile a te, non mi sorprendo, e ti perdono; ma vattene velocemente, e non corrompere altri, dal momento che non hai potuto corrompere me! E tu, o Micito, restituisci il denaro a costui, oppure, se non lo fai immediatamente, io ti consegnerò al giudice.

Versione tratta da: Cornelio Nepote
Pag. 115 n. 209

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