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Versione | pag. 150 n. 231 → Un passaggio scavato attraverso le rocce

Mirum Iter 2

Pagina numero: 150

Versione numero: 231

Un passaggio scavato attraverso le rocce

Infine, affaticati inutilmente gli uomini e gli animali, l’accampamento fu posto sul valico, dopo che, proprio per tale scopo, il luogo fu stato ripulito con enorme fatica, vista la quantità di neve che si dovette spalare e portare via. Poi, per rendere percorribile la rupe, fatti passare i soldati per l’unica strada per cui poteva esserci un passaggio, dal momento che si doveva spaccare la roccia, una volta abbattuti e tagliati i grossi alberi tutt’intorno, essi (→ i Cartaginesi) eressero (presente storico) una grande catasta di legna e, poiché si era sollevato anche un forte vent,o adatto a fare un fuoco, la accesero (presente storico) e fecero spezzettare (presente storico) le pietre ardenti per mezzo di aceto versato sopra. Così, con il ferro, spaccarono (presente storico) la roccia, incandescente per il fuoco, e addolcirono (presente storico) i pendii con dei brevi tornanti, in modo che vi si potessero far passare non solo le bestie da soma, ma anche gli elefanti. Intorno alla rupe si impiegò un tempo di quattro giorni, con gli animali da soma che rimasero quasi uccisi. I luoghi sottostanti presentavano (presente storico) valli, colli soleggiati, e torrenti vicino a boschi: luoghi più adatti al vivere umano. Lì, gli animali da soma furono mandati al pascolo e venne concesso il riposo agli uomini stanchi per l’intervento.

Versione tratta da: Livio
Pag. 150 n. 231

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