Cassius
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Versione | pag. 125 n. 218 → Tragica fine di due luogotenenti

Mirum Iter 2

Pagina numero: 125

Versione numero: 218

Tragica fine di due luogotenenti

Sabino ordina (presente storico) di seguirlo ai tribuni militari che aveva intorno a sé in quel momento, e ai centurioni delle prime fila e, dopo essersi fatto più vicino ad Ambiorige, il capo degli Eburoni, ordina (presente storico) ai suoi di gettare le armi. Nel frattempo, mentre discutono tra loro delle condizioni, e da Ambiorige viene instaurata, di proposito, una conversazione piuttosto lunga, Sabino viene ucciso. A quel punto i Galli, secondo il loro costume, gridano vittoria e levano un urlo, sferrano un attacco contro i nostri, e scompigliano le fila. Lì viene ucciso Lucio Cotta insieme alla maggior parte dei soldati. I rimanenti si ritirano nell’accampamento da dove erano usciti. Tra costoro, il vessillifero Lucio Petrosidio, poiché veniva incalzato da una vasta schiera di nemici, lanciò l’aquila all’interno del vallo, ed egli stesso venne ucciso (presente storico) mentre combatteva violentissimamente davanti all’accampamento. I sopravvissuti resistono all’attacco, piuttosto a fatica, fino a notte; durante la notte tutti, poiché non hanno speranza di salvarsi, si dànno la morte uno ad uno. Pochi, dopo essere riusciti a scampare al combattimento, per tragitti malsicuri attraverso le foreste arrivano (presente storico) dal luogotenente Tito Labieno, nell’accampamento invernale, e lo informano (presente storico) delle cose accadute.

Versione tratta da: Cesare
Pag. 125 n. 218

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