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Versione | pag. 53 n. 2 → Cesare tenta di salvare i catilinari dalla condanna a morte

Grammatica Picta 2

Pagina numero: 53

Versione numero: 2

Cesare tenta di salvare i catilinari dalla condanna a morte

Dopo che fu eletto pretore, poiché la congiura di Catilina era stata scoperta ed il Senato, unanime, sanciva l’estremo castigo nei confronti dei complici del reato, il solo Cesare propose che, una volta confiscati i loro beni, essi (→ i catilinari) dovessero essere separati e tenuti in carcere in municipi diversi. Ed anzi, spiegando quanto sarebbe stata grande l’avversione della plebe nei loro confronti in avvenire, egli (→ Cesare) suscitò un timore così grande in coloro che propugnavano soluzioni più severe, che Decimo Silano, il console designato, addolcì con un’interpretazione il proprio giudizio, poiché cambiarlo era disonorevole, come se esso fosse stato recepito da qualcuno in maniera più severa (ossia: “come se il giudizio fosse stato interpretato più severamente di quanto egli avesse inteso”). Poiché molti, ormai, erano stati attirati dalla sua parte, Cesare aveva quasi salvato i congiurati, se il discorso di M. Catone non avesse rincuorato il Senato vacillante. E neppure così egli rinunciò ad ostacolare la cosa, finché un manipolo di cavalieri Romani, che stava armato a difesa lì attorno, lo minacciò di morte poiché perseverava in maniera troppo sfrenata. Allora, chiaramente intimidito, egli (→ Cesare) non solo rinunciò, ma addirittura, nel corso del rimanente tempo dell’anno, si tenne lontano dalla curia.

Versione tratta da: Svetonio
Pag. 53 n. 2

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