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Versione | pag. 91 n. 25 → Presa e distruzione di Numanzia

Grammatica Picta 2

Pagina numero: 91

Versione numero: 25

Presa e distruzione di Numanzia

Numanzia, città della Spagna, non mise mai in armi molti suoi cittadini, ma, o in virtù della crudeltà di indole, o dell’inettitudine dei nostri comandanti, oppure per la clemenza della sorte, indusse Pompeo, personaggio di grande rinomanza, ad un patto estremamente infamante, e (indusse) a cose non meno ignominiose e riprovevoli il console Mancino Ostilio. Gli Spagnoli riconsegnarono costui ai Romani dopo che era stato sconfitto dai Numantini, nudo e con le mani legate dietro alla schiena. Publio Scipione Emiliano, però, che aveva distrutto Cartagine, ricevute tante notizie relative alla disfatta di Numanzia, nominato console per la seconda volta, ed inviato in Spagna, dopo un anno e tre mesi, circondata e sconfitta Numanzia per mezzo di macchine da assedio, la rase al suolo. E nessuno, di qualsiasi stirpe di uomini, tramandò prima di lui il proprio nome ad eterna memoria con una più illustre distruzione di città: egli, infatti, una volta distrutte Cartagine e Numanzia, ci liberò dal timore dell’una e dagli affronti dell’altra.

Versione tratta da: Velleio Patercolo
Pag. 91 n. 25

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