Cassius
Community

Versione | pag. 118 n. 212 → Un’accusa di Parricidio

Mirum Iter 2

Pagina numero: 118

Versione numero: 212

Un’accusa di Parricidio

Dicono che, non così tanti anni fa, T. Clelio di Terracina, dopo che, una volta cenato, fu andato a dormire nella medesima camera con i due giovani figli, fu ritrovato, al mattino, con la gola tagliata. Poiché non si trovava nessuno al quale si riferisse (ossia: “sul quale potesse ricadere”) un tale sospetto, i nomi dei figli furono indagati per parricidio. Che cosa avrebbe potuto essere a tal punto fonte di sospetto? Se i due figli avessero sentito l’assassino, avrebbero difeso il padre, ma non si erano accorti di niente. Tuttavia, chi avrebbe osato introdursi in quella camera in quel momento, mentre i due figli si trovavano nello stesso luogo? Tuttavia, quando ai giudici fu chiaro che, aperta la porta, essi erano stati trovati che dormivano, i giovani furono assolti dal processo e liberati di ogni sospetto. Infatti, tutti i giudici pensavano questo: se i figli avessero violato tutte le leggi divine ed umane con un delitto nefando, non avrebbero potuto riprendere sonno immediatamente, per il fatto che coloro che hanno commesso un crimine tanto grande, non solo non possono riposare senza preoccupazione, ma non possono neppure respirare senza paura.

Versione tratta da: Cicerone
Pag. 118 n. 212

→ Tutti gli esercizi di frasi e le versioni di Mirum Iter 2