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Versione | pag. 151 n. 232 → Dobbiamo dominare l’ira

Mirum Iter 2

Pagina numero: 151

Versione numero: 232

Dobbiamo dominare l’ira

L’ira deve essere messa sotto accusa presso di noi, e condannata; le sue scelleratezze devono essere indagate e trascinate nel mezzo (ossia: “sotto lo sguardo di tutti”). Noi dobbiamo paragonarla con i peggiori difetti affinché essa appaia per quella che è. L’avidità acquisisce ed accumula affinché che qualcuno di migliore se ne serva (ossia: “accumula beni che saranno utilizzati da qualcuno meno avido”); la collera costa, essa è gratuita per pochi. La collera ha portato un lutto ad un padre, un divorzio ad un marito, ad un magistrato l’odio, la delusione ad un candidato. Essa è peggiore della dissolutezza, perché questa gode del proprio piacere, quella (→ l’ira), gode della sofferenza altrui. Essa (→l’ira) supera la malevolenza e l’invidia. Facciamo in modo di non infuriarci: occorre vivere con chi è calmissimo, socievolissimo e per niente agitato e fastidioso: i costumi si riprendono da coloro che ci stanno intorno e, così come certi disturbi fisici si trasmettono nei contatti del corpo, allo stesso modo l’animo trasmette i suoi difetti a coloro che si trovano più vicini. Scegli i calmi, gli affabili, i temperanti, i quali non stimolino la tua collera e la sopportino; porteranno anche più beneficio i remissivi, i gentili ed i miti, ma non fino all’adulazione – infatti l’eccessiva accondiscendenza turba i collerici.

Versione tratta da: Seneca
Pag. 151 n. 232

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