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Versione | pag. 144 n. 2 → Reazioni a Roma alla notizia del disastro di Canne

Verba Manent 2

Pagina numero: 144

Versione numero: 2

Reazioni a Roma alla notizia del disastro di Canne

Fra tante sconfitte, ai decemviri venne dato ordine di consultare i Libri Sibillini, e Q. Fabio Pittore venne inviato a Delfi per interpellare l’oracolo in merito alla futura cessazione di tanto grandi stragi. Nel mentre, in seguito alle prescrizioni dei libri fatali (ossia: “dei libri del Fato”), vennero compiuti numerosi riti sacrificali straordinari. Dopo che gli dèi furono stati placati, come credevano, a sufficienza, M. Claudio Marcello mandò (presente storico) da Ostia a Roma millecinquecento soldati che aveva arruolati nella flotta, affinché fossero di protezione per la città; egli di persona, una volta mandato in avanscoperta a Teano Sidicino il reparto della flotta (quel reparto era il terzo) insieme ai tribuni dei soldati, e una volta affidata la flotta al collega P. Furio Filone, dopo pochi giorni si diresse a Canosa a marce forzate. Poi, il dittatore M. Giunio e T. Sempronio, comandante dei cavalieri, fissato l’arruolamento, reclutarono (presente storico) i giovani (a partire ) dai diciassette anni.

Versione tratta da: Livio
Pag. 144 n. 2

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