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Versione | pag. 88 n. 202 → Stravaganze di Domiziano

Mirum Iter 2

Pagina numero: 88

Versione numero: 202

Stravaganze di Domiziano

Nei primi tempi del (suo) impero, Domiziano era solito prendersi ogni giorno un ritiro di qualche ora, vale a dire nient’altro che (ossia: “che consisteva solo nel”) catturare delle mosche e trafiggerle con uno stilo molto appuntito. Una volta, ad un tale che chiedeva: “C’è un altro ospite dentro?”, Vibio Crispo volle dare una risposta non sciocca, infatti rispose con queste parole: “Neanche una mosca”. Tutte le volte che c’era tempo libero, (→ Domiziano) perdeva tempo con tutti i divertimenti che preferiva, infatti si divertiva con il dado (ossia: “con il gioco dei dadi”). Insofferente della fatica, non passeggiò mai per Roma senza motivo; in spedizione e in marcia voleva essere trasportato, piuttosto raramente a cavallo, e spesso con la lettiga. Era preso da una speciale passione per le frecce: spesso, infatti, i più lo videro mentre abbatteva centinaia di animali alla volta, di diversa specie, nel ritiro sul monte Albano. Qualche volta (→ Domiziano) fece partire delle frecce contro la palma ben aperta della mano destra di un giovane schiavo – che stava fermo a distanza e che gliela offriva allo scopo – con tanta maestria che tutte (le frecce) passavano attraverso gli spazi tra le dita senza fare danno.

Versione tratta da: Svetonio
Pag. 88 n. 202

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