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Versione | pag. 111 n. 3 → La storia dei libri Sibillini

Grammatica Picta 2

Pagina numero: 111

Versione numero: 3

La storia dei libri Sibillini

Negli antichi annali viene tramandato questo racconto riguardo ai libri Sibillini: una vecchia donna, forestiera e sconosciuta, si presentò al re Tarquinio il Superbo portando con sé nove libri, che lei diceva fossero oracoli divini; voleva metterli in vendita. Tarquinio chiese il prezzo. La donna richiese un prezzo eccessivo e smisurato; il re la derise, come se la vecchia fosse insensata a causa dell’età. A quel punto, quella pone davanti un piccolo focolaio con il fuoco, bruciò tre libri dei nove, e chiese al re se volesse comprare qualcuno dei sei libri rimanenti al medesimo prezzo. Ma Tarquinio rise molto di più di ciò, e disse che ormai fuori di dubbio la vecchia delirava. All’istante la donna bruciò in quello stesso luogo altri tre libri, e chiede di nuovo placidamente la stessa cosa, (e cioè) di comprare i tre libri rimanenti a quel medesimo prezzo. Tarquinio diventa ormai di espressione seria e di animo più accorto, comprende che quella risoluzione e confidenza non deve essere trascurata, acquista i tre libri rimanenti ad un prezzo in nulla minore rispetto a quello che era il prezzo per tutti i libri. Ma è risaputo che quella donna, dopo che allora si fu allontanata da Tarquinio, in seguito non fu vista in nessun luogo. I tre libri, conservati nel sacrario, vennero chiamati ”Sibillini”; i quindecemviri si rivolgono ad essi quasi come ad un oracolo, quando gli dèi immortali devono essere consultati in via ufficiale.

Versione tratta da: Gellio
Pag. 111 n. 3

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