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Versione | pag. 166 n. 238 → Domani forse verrò a cena da te

Mirum Iter 2

Pagina numero: 166

Versione numero: 238

Domani forse verrò a cena da te

Ieri sono arrivato nella tenuta di Cuma, domani forse verrò da te; ma, quando lo saprò per certo, ti informerò poco prima, anche se Marco Cepario ha detto che sei a letto, poiché a suo dire (→ causale soggettiva al congiuntivo) avresti male ai piedi. Me ne sono ovviamente rammaricato (lett.: “L’ho ovviamente malsopportato”), come dovevo, ma, sebbene me ne rammarichi, tuttavia ho deciso di venire da te, sia per vederti e farti visita, sia anche per cenare; non temo, infatti, che tu abbia artritico anche il cuoco. Non aspettarti dunque un ospite ingordo, bensì contrario alle cene sfarzose. Infatti molti vivono per mangiare, mentre io mangio per vivere.

Versione tratta da: Cicerone
Pag. 166 n. 238

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