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Versione | pag. 167 n. 239 → Gli Elvezi si arrendono

Mirum Iter 2

Pagina numero: 167

Versione numero: 239

Gli Elvezi si arrendono

Gli Elvezi, spinti dalla mancanza di ogni cosa, inviarono degli ambasciatori a Cesare per trattare la resa. Dopo che quelli si furono incontrati con lui durante la marcia, e gli si furono gettati ai piedi e gli ebbero chiesto la pace, parlando supplichevolmente e piangendo, e che Cesare ebbe ordinato loro di aspettare il suo ritorno in quel luogo dove allora si trovavano, essi obbedirono. Dopo che Cesare fu giunto là, chiese la consegna degli ostaggi, delle armi e degli schiavi che si erano rifugiati presso di loro. Mentre si ricercavano e si radunavano queste cose, sopraggiunta la notte, circa seimila uomini di quel cantone che si chiama Verbigeno, un po’ perché terrorizzati dalla paura di essere messi a morte una volta consegnate le armi, un po’ perché spinti dalla speranza di salvezza, poiché ritenevano che, in una massa tanto grande di prigionieri, la loro fuga potesse rimanere nascosta o passare del tutto inosservata, dopo essere usciti all’inizio della notte dall’accampamento degli Elvezi, si diressero verso il Reno e il territorio dei Germani.

Versione tratta da: Cesare
Pag. 167 n. 239

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