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Versione | pag. 124 n. 216 → Fiere parole di Epaminonda

Mirum Iter 2

Pagina numero: 124

Versione numero: 216

Fiere parole di Epaminonda

Epaminonda, il più valoroso comandante dei Tebani, dopo che ebbe sconfitto gli Spartani presso Mantinea e dopo che ebbe visto sé stesso venire a mancare, a causa di una grave ferita che aveva ricevuto nel combattimento, appena riaprì gli occhi domandò se lo scudo era integro. Dopo che i compagni, piangendo, ebbero replicato che quello era integro, egli domandò se i nemici erano stati sbaragliati oppure no. Dopo aver ascoltato anche ciò, comandò che venisse tirata fuori quella lancia dalla quale era stato infilzato; non ignorava ciò: aveva ricevuto una ferita letale, e se avesse estratto la punta, che dall’asta era restata nel corpo, avrebbe subito perso la vita. Dopo che i compagni avevano rimosso il ferro dal corpo del comandante, Epaminonda, sereno per la vittoria dei Tebani, morì. Le sue ultime parole furono queste: “Ho vissuto a sufficienza, in quanto muoio imbattuto”.

Versione tratta da: Cornelio Nepote
Pag. 124 n. 216

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