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Versione | pag. 96 n. 204 → Un assassino denunciato da un sogno

Mirum Iter 2

Pagina numero: 96

Versione numero: 204

Un assassino denunciato da un sogno

Due amici Arcadi, mentre facevano un viaggio insieme, giunsero a Megara; di questi, uno si recò presso un ospite, un altro alloggiò in un’ osteria. Colui che si trovava presso l’ ospite vide nei sogni il suo compagno che lo pregava di soccorrerlo, poiché era caduto nella trappola del locandiere: egli infatti affermava di poter essere sottratto al pericolo incombente grazie al rapido arrivo di lui. Svegliato da questa visione, quello balzò giù e tentò di dirigersi verso l’osteria in cui quello alloggiava, ma poi bocciò come superfluo il suo proposito molto umano, e ritornò al letto e al sonno. Gli si mostrò di nuovo l’amico ferito, e (costui) lo pregò, dal momento che aveva trascurato di portare aiuto alla sua vita, di non rifiutare almeno di vendicare la sua morte: diceva infatti che il suo corpo, trucidato dal locandiere, proprio in quel momento veniva trasportato su un carro, verso la porta (della città), ricoperto di letame. Spinto dalle preghiere tanto insistenti dell’amico, corse subito verso la porta e sorprese il carro che gli era stato mostrato durante il sonno, e consegnò il locandiere alla pena capitale.

Versione tratta da: Valerio Massimo
Pag. 96 n. 204

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