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Versione | pag. 12 n. 14 → Labieno attacca Parigi

Il Tantucci 2

Pagina numero: 12

Versione numero: 14

Labieno attacca Parigi

Mentre da Cesare vengono compiute queste cose, Labieno parte con quattro legioni verso Parigi. Questa è una città dei Parisi, collocata su un isola del fiume Senna. Dopo che l’arrivo di costui fu stato scoperto dai nemici, grandi truppe si radunarono dalle popolazioni confinanti. Labieno all’inizio cercava di far avanzare le vinee (macchine da guerra), di riempire la palude con un terrapieno e con dei graticci, e di proteggere il percorso. Dopo che si accorse che ciò era estremamente difficile, uscito in silenzio dall’accampamento, giunse a Meloduno, città dei Senoni, con lo stesso percorso con il quale era arrivato. Dopo aver preso circa cinquanta navi e avervi caricato i soldati, si impossessa della città senza scontro, poiché i cittadini, gran parte dei quali era stata chiamata per la guerra, erano spaventati anche dalla singolarità dell’azione. Dopo aver ricostruito il ponte, che i nemici avevano tagliato nei giorni precedenti, porta al di là l’esercito e marcia, lungo il fiume, alla volta di Parigi. I nemici, poiché avevano saputo l’accaduto da quelli che erano fuggiti da Meloduno, ordinano che Parigi venga incendiata e che vengano tagliati i ponti; gli stessi, dopo essere partiti dalla palude, si fermano sulle rive della Senna di rimpetto all’accampamento di Labieno.

Versione tratta da: Cesare
Pag. 12 n. 14

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