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Versione | pag. 126 n. 220 → Ritratto di Silla

Mirum Iter 2

Pagina numero: 126

Versione numero: 220

Ritratto di Silla

Mentre si manda avanti quell’operazione, arriva nell’accampamento il questore L. Silla insieme alla numerosa cavalleria. Ma, dato che il discorso ci ha ricordato di un uomo tanto importante, sembra opportuno scrivere poche parole circa l’indole e la condotta di lui: non siamo infatti destinati a parlare altrove delle imprese di Silla. Silla fu di famiglia patrizia aristocratica, istruito in maniera profondissima, e in pari misura, sia nella letteratura Greca, sia in quella Latina, fu di animo ambizioso, desideroso di piaceri ma ancora più desideroso di gloria; eloquente, astuto, socievole in fatto di amicizia, prodigo di molte cose, ma soprattutto di denaro. Ed egli, il più fortunato tra tutti prima della vittoria nella guerra civile, non ebbe mai buona sorte superiore alla laboriosità, e molti si chiesero se fosse più determinato o più fortunato. Dunque Silla, come è stato detto precedentemente, dopo essere giunto con la cavalleria in Africa e nell’accampamento di Mario, dapprima inesperto e ignorante di guerra, fu nel giro di breve tempo il più capace di tutti. Per giunta, si rivolgeva affabilmente ai soldati, faceva concessioni ai molti che gliene chiedevano, scherzava e trattava seriamente anche con i più modesti. Per via di queste qualità e capacità, egli, nel giro di breve tempo, fu molto caro a Mario e ai soldati.

Versione tratta da: Sallustio
Pag. 126 n. 220

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