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Versione | pag. 51 n. 4 → Lo scontro di Aquae Sextiae

Verba Manent 2

Pagina numero: 51

Versione numero: 4

Lo scontro di Aquae Sextiae

Mentre in Numidia si combatteva la guerra contro Giugurta, i consoli Romani M. Manlio e Q. Cepio vennero sconfitti presso il fiume Rodano con un immenso sterminio dai Cimbri, i Teutoni, i Tugurini e gli Ambroni, che erano tribù dei Germani e dei Galli; essi persero anche il loro accampamento, e gran parte dell’esercito. Mario, dopo la vittoria contro Giugurta, fu nominato console per la seconda volta, e la guerra contro i Cimbri ed i Teutoni fu assegnata a lui. Il consolato gli fu conferito anche per la terza e la quarta volta, dal momento che la guerra contro i Cimbri si protraeva. Nel quarto consolato avvenne che egli avesse come collega Q. Lutazio Catulo. E così, si scontrò con i Cimbri e, in due battaglie, massacrò duecentomila nemici, ne catturò ottantamila ed anche il loro comandante Teutobodo, e per questo, da assente, fu eletto console per la quinta volta. Intanto i Cimbri ed i Teutoni, la quantità dei quali era ancora incalcolabile, passarono in Italia. G. Mario e Q. Catulo combatterono nuovamente contro di loro (lett.: “contro di loro fu combattuto nuovamente da G. Mario e Q. Catulo”), ma con maggior successo dalla parte di Catulo. Infatti nella battaglia, che ambedue combatterono allo stesso tempo, centoquarantamila soldati vennero trucidati, o in combattimento o nel corso della fuga, e sessantamila vennero catturati. Perirono trecento soldati Romani. Ai Cimbri vennero sottratte trentatré insegne; l’esercito di Mario ottenne due di queste insegne, l’esercito di Catulo trentuno. Tale fu la conclusione della guerra; il trionfo fu decretato per entrambi.

Versione tratta da: Eutropio
Pag. 51 n. 4

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