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Versione | pag. 169 n. 2 → Epaminonda, uomo e comandante esemplare

Verba Manent 2

Pagina numero: 169

Versione numero: 2

Epaminonda, uomo e comandante esemplare

È difficile a dirsi se Epaminonda fu migliore come uomo o come condottiero. Era infatti modesto, cauto, appassionato di letteratura e filosofia, esperto di guerra, forte di spada e di animo, tanto amante della verità da non dire il falso neppure per gioco. Cercò il potere sempre per la patria e non per sé, e fu talmente parco di denaro che morì povero e fu seppellito a spese pubbliche. Né il suo comportamento in punto di morte differì da questa condotta di vita. Infatti Epaminonda, dopo aver vinto gli Spartani presso Mantinea, notando egli stesso che veniva privato della vita da una grave ferita, dopo che fu portato mezzo morto nell’accampamento, raccolse voce e fiato e chiese ai presenti se l’elmo fosse salvo. Dopo che i suoi ebbero risposto che quello era salvo, chiese se i nemici erano stati sgominati. Dopo che ebbe sentito anche ciò, come desiderava, ordinò che l’asta dalla quale era stato trafitto fosse estratta: sapeva infatti che, se l’asta fosse stata estratta, egli sarebbe morto immediatamente. Così spirò, in un bagno di sangue, ma felice e vincitore.

Versione tratta da: Cornelio Nepote
Pag. 169 n. 2

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