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Versione | pag. 76 n. 195 → I Persiani sbarcano a Maratona

Mirum Iter 2

Pagina numero: 76

Versione numero: 195

I Persiani sbarcano a Maratona

Poi Dario, dopo essere tornato dall’Europa in Asia, poiché gli amici lo esortavano a ridurre sotto il suo controllo la Grecia, allestì una flotta di cinquecento navi, e mise a capo di essa Dati e Artaferne, e a questi dette duecentomila fanti e diecimila cavalieri. Come motivo addusse il fatto che egli era ostile agli Ateniesi, perché con il loro aiuto gli Ioni avevano espugnato Sardi e avevano trucidato le sue guarnigioni. Quei prefetti del re conquistarono velocemente Eretria, e, mandarono al re (ossia: “a Dario”) tutti i cittadini di quella popolazione. Da lì entrarono nell’Attica e portarono le loro truppe nella pianura di Maratona. Essa dista dalla città circa diecimila passi. Gli Ateniesi, che erano stati sconvolti da questa invasione tanto vicina e tanto imponente, non chiesero (aiuto) ad altri se non agli Spartani, e mandarono a Sparta Fidippo, un corriere di quel tipo che si definiscono “emerodormi”, per riferire che c’era bisogno di un aiuto il più veloce possibile. In patria, nel frattempo, nominano dieci pretori, affinché stessero a capo dell’esercito, e tra loro Milziade. E tra costoro ci fu una grande disputa sul fatto se difendersi per mezzo delle mura oppure andare incontro ai nemici e scontrarsi sul campo di battaglia. Il solo Milziade si adoperava in maniera particolare perché fosse costruito un accampamento il prima possibile.

Versione tratta da: Cornelio Nepote
Pag. 76 n. 195

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