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Versione | pag. 96 n. 203 → Inesorabilità del Fato

Mirum Iter 2

Pagina numero: 96

Versione numero: 203

Inesorabilità del Fato

Danae era la figlia di Acrisio e di Aganippe. Costei ricevette il presagio che il figlio che aveva generato uccidesse Acrisio. Temendo questa cosa, Acrisio la rinchiuse dietro muro di pietra: Giove, però, trasformatosi in pioggia d’oro, giacque con Danae, e da quell’amplesso nacque Perseo. Il padre, a causa della violazione, la rinchiuse insieme a Perseo in un baule e la gettò in mare. Danae, per volere di Giove, venne fatta arrivare nell’isola di Serifo. Dopo che il pescatore Ditti ebbe trovato il baule e l’ebbe forzato, vide la donna insieme al bambino, e portò costoro presso il re Polidette. Costui la sposò, ed allevò Perseo nel tempio di Minerva. Dopo che Acrisio fu venuto a sapere che quelli soggiornavano presso il re Polidette, partì alla volta dell’isola di Serifo. Dopo che fu giunto in quel luogo, Polidette supplicò in loro difesa: Perseo diede la parola al proprio nonno Acrisio che non l’avrebbe mai ucciso. Mentre Acrisio veniva trattenuto da una tempesta, Polidette morì (presente storico). Mentre compivano i riti funebri in onore di costui, Perseo colpì la testa di Acrisio con un disco lanciato che il vento deviò, e lo uccise. E così, ciò che per sua volontà egli non volle, accadde per volontà degli dèi. Dopo che egli fu stato sepolto, dunque, Perseo partì alla volta di Argo ed ereditò i regni del nonno.

Versione tratta da: Igino
Pag. 96 n. 203

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