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Versione | pag. 41 n. 1 → Un dono indesiderato

Verba Manent 2

Pagina numero: 41

Versione numero: 1

Un dono indesiderato

Poiché Mida, il re dei Frigi, aveva cortesemente ricevuto nella propria dimora Sileno, compagno di Bacco, il dio, al fine di ricambiargli la cortesia, (gli) concesse benevolmente di chiedere che cosa voleva. Quello (→ il re Mida), oltremodo avido d’oro, chiese che tutte le cose che egli avesse toccato diventassero oro. E così accadde. Ed egli (→ il re Mida), dopo che ebbe ottenuto ciò, e dopo che fu tornato alla reggia, volle subito sperimentare in che maniera fosse stata soddisfatta dal dio la sua richiesta, e toccò dei ramoscelli di un albero, i quali diventarono d’oro all’istante. Poi tocca un sasso, e ed esso diventa oro. Anche le porte della dimora regia, che aveva spalancato con la mano, si erano tramutate in oro. Mida, però, gioì vivamente di un dono così notevole, ma poi, benché volesse cenare, non ci riusciva, dal momento che il pane, l’acqua e tutti gli altri cibi diventavano oro, e il re veniva consumato dalla fame e dalla sete. Pertanto Mida implorò per la seconda volta il dio di venire liberato da quella sciagura. Bacco, poiché era stato estenuato dalle preghiere, ordinò che quello si lavasse nel fiume Pattolo, affinché venisse liberato dal dono funesto e rovinoso. E, dopo che il corpo di costui (→ il re Mida) ebbe sfiorato l’acqua, questa diventò di colore dorato; pertanto, in Lidia, oggi il fiume è chiamato Crisorroas.

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