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Versione | pag. 23 n. 31 → Un’inedita postura della falange oplitica

Grammatica Picta 2

Pagina numero: 23

Versione numero: 31

Un’inedita postura della falange oplitica

Anche l’Ateniese Cabria fu considerato tra i più grandi condottieri e compì molte imprese degne di memoria. Tra queste, però, risplende in particolare la sua trovata nella battaglia che combatté presso Tebe, dopo che si fu recato in soccorso dei Beoti. Infatti, in occasione di essa, vedendo il supremo comandante Agesilao che confidava nella vittoria, poiché le squadre mercenarie erano già state da lui messe in fuga, ebbene egli (→ Cabria) impedì al resto della falange di arretrare dalla posizione, e, con lo scudo puntato contro il ginocchio, insegnò ad attendere l’assalto dei nemici con l’asta protesa in avanti. Agesilao, osservando questo fatto inusitato, non osò avanzare e richiamò indietro con la tromba i suoi (soldati) che già si slanciavano (all’attacco). Questa trovata fu a tal punto celebrata dalla diceria per tutta la Grecia, che Cabria volle che gli fosse fatta una statua in quella posizione, la quale in suo onore fu collocata dagli Ateniesi nell’agorà, a spese pubbliche. E da questo avvenimento sorse l’usanza che gli atleti, e tutti gli altri artisti, assumessero queste posture, dopo che avevano ottenuto la vittoria.

Versione tratta da: Cornelio Nepote
Pag. 23 n. 31

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