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Mirum Iter 2

Pagina numero: 72

Esercizio numero: 11

1. Cesare arresta la legione a cinquecento passi dal colle.
2. Cesare tracciò un fossato di circa quattrocento passi.
3. I soldati spinsero dalla terraferma nel fiume una zattera lunga duecento piedi, larga cinquanta.
4. Davanti alla città si estendeva una pianura della lunghezza di circa tre miglia.
5. L’accampamento lambiva la foresta e non distava più di trecento passi dal mare.
6. Gli Elvezi ritenevano modesto il loro territorio, che si estendeva per duecentoquaranta miglia in lunghezza e per centottanta miglia in larghezza.
7. Diàgora aveva tre figli giovani: uno pugile, il secondo lottatore di pancrazio, il terzo lottatore.
8. Cesare dal lago Lemano, che si riversa nel fiume Rodano, al monte Giura, che separa il territorio dei Sequani dagli Elvezi, traccia un muro di diciannove miglia e sedici piedi d’altezza, e un fossato.
9. In quel giorno vennero uccisi venticinquemila nemici, e ottomila vennero catturati: e la nostra vittoria non fu senza sangue: infatti, dell’esercito di P. Decio, vennero uccisi settemila uomini, dell’esercito di Fabio ne vennero uccisi millecinquecento.
10. Il settimo giorno, mentre Cesare non interrompeva la marcia, venne riferito dai ricognitori che le truppe di Ariovisto distavano dai nostri ventiquattro miglia.

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