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Versione | pag. 40 n. 7 → I Galli riaprono le ostilità

Verba Manent 2

Pagina numero: 40

Versione numero: 7

I Galli riaprono le ostilità

Cesare, mentre partiva in direzione dell’Italia, inviò Servio Galba con la dodicesima legione e una parte della cavalleria contro i Nantuati, i Veragri e i Seduni, che si estendono dal territorio degli Allobrogi, dal lago Lemanno e dal fiume Rodano, fino alle Alpi Pennine. Cesare fece ciò perché voleva che venisse aperta (patefieri) una via attraverso le Alpi, per dove i mercanti erano soliti (solebant) passare con grande pericolo e con alti pedaggi; per questa ragione, ordinò a Galba di collocare in questi luoghi una legione, affinché vi trascorresse l’inverno. Galba, dopo aver condotto a termine alcuni combattimenti favorevoli e aver espugnato numerosissimi fortini di quelli, e dopo aver stipulato la pace (pacem fecerat / pace facta), collocò due coorti nel territorio dei Nantuati e decise di svernare di persona insieme alle rimanenti coorti di quella legione, nel villaggio dei Veragri che si chiama Ottoduro. Dopo che furono trascorsi molti giorni nei quartieri invernali, accadde (factum est) che all’improvviso, durante la notte, tutti (sottinteso: “i Galli”) andassero via da quella parte del villaggio che Galba aveva lasciato ai Galli, e che i monti circostanti venissero occupati da una enorme massa di Seduni e di Veragri. Infatti, i Galli avevano rinnovato il progetto della guerra, poiché non si fidavano (diffidebant) dei Romani, e Galba, dopo che ebbe ricevuto queste notizie, poiché Cesare non poteva andare in aiuto ai suoi, convocò rapidamente l’assemblea e decise di difendere l’accampamento.

Versione tratta da: Cesare
Pag. 40 n. 7

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