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Versione | pag. 106 n. 208 → Presagi sfavorevoli

Mirum Iter 2

Pagina numero: 106

Versione numero: 208

Presagi sfavorevoli

A C. Ostilio Mancino, un console dalla sconsiderata testardaggine, in procinto di recarsi nella provincia di Spagna, capitavano questi presagi: quando egli voleva che a Lavinio si facesse un sacrificio, i polli sacri che erano stati fatti uscire dalla gabbia fuggirono in un bosco vicino, e, ricercati con la massima diligenza, non poterono essere ritrovati. E, mentre egli si imbarcava su una nave da Porto Ercole, dove era arrivato a piedi, giunse alle sue orecchie questa voce, senza alcun autore (ossia: “senza che nessuno l’avesse emessa”): “O Mancino, aspetta!”. Spaventato da questa voce, dopo che, cambiato tragitto, si fu indirizzato verso Genova, e che là fu salito su un’imbarcazione, si vide un serpente di notevole grandezza, e subito dopo scomparve dalla vista. Così Ostilio eguagliò il numero dei presagi al numero delle sciagure: una battaglia di esito sfavorevole, un accordo disonorevole, una resa rovinosa.

Versione tratta da: Valerio Massimo
Pag. 106 n. 208

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