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Versione | pag. 163 n. 237 → La mutilazione delle Erme

Mirum Iter 2

Pagina numero: 163

Versione numero: 237

La mutilazione delle Erme

Durante la guerra del Peloponneso, per decisione ed ordine di Alcibiade, gli Ateniesi dichiararono guerra ai Siracusani; egli stesso fu scelto come comandante per guidare questa guerra, e gli furono dati inoltre due colleghi, Nicia e Lamaco. Mentre si preparava la cosa, prima che la flotta salpasse, avvenne che, in una notte, tutte le Erme che si trovavano nella città di Atene fossero abbattute, eccetto una, che si trovava di fronte alla porta di Andocide. Così quello, da allora, fu chiamato “il Mercurio di Andocide”. Questo era chiaro: il fatto che l’empio crimine era stato compiuto non senza un grande consenso di molti (cittadini). Il sospetto si concentrava soprattutto su Alcibiade, per il fatto che egli veniva considerato sia più potente, sia più ricco di un privato cittadino. Con la generosità, inoltre, aveva legato a sé molte persone, e, tramite l’attività forense, aveva reso suoi affiliati anche di più. Ragion per cui avveniva che egli attirasse su di sé gli occhi di tutti, e che nessuno all’interno della cittadinanza venisse considerato pari a lui.

Versione tratta da: Cornelio Nepote
Pag. 163 n. 237

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