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Versione | pag. 28 n. 40 → Cesare e Vercingetorìge si sorvegliano a distanza

Grammatica Picta 2

Pagina numero: 28

Versione numero: 40

Cesare e Vercingetorìge si sorvegliano a distanza

Ma Cesare, dopo essersi trattenuto in questi luoghi per due giorni, dal momento che aveva previsto queste cose sulla base della reputazione di Vercingetorìge, si allontana dall’esercito allo scopo di radunare nuove reclute e cavalleria; mette a capo di queste truppe il giovane Bruto; lo esorta a far sì che i cavalieri si aggirino in tutte le direzioni, quanto più estesamente possibile, ed assicura che lui farà in modo di non stare lontano dall’accampamento per più di tre giorni. Una volta stabilite queste cose, mentre i suoi non se l’aspettavano, (→ Cesare) arriva, a marce il più possibile forzate, a Vienne. Dopo che qui si fu imbattuto nella cavalleria fresca, che molti giorni prima aveva mandato avanti verso quel luogo, senza che la marcia venisse interrotta, né di giorno, né di notte, (→ Cesare) si diresse (presente storico) attraverso i territori degli Edui, fino al territorio dei Lingoni, dove svernavano due legioni, in modo tale che, se gli Edui avessero escogitato qualche piano contro la sua incolumità, egli lo avrebbe prevenuto con la velocità. Una volta che fu giunto là, (→ Cesare) mandò ordini (presente storico) alle rimanenti legioni, e le radunò (presente storico) tutte in un unico luogo, prima che agli Arverni potesse essere riferito del suo arrivo. Venuta a sapere questa cosa, Vercingetorìge ricondusse (presente storico) nuovamente l’esercito nel territorio dei Biturigi, e da lì partì per assediare Gorgobina, città dei Boi.

Versione tratta da: Cesare
Pag. 28 n. 40

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