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Versione | pag. 169 n. 1 → Aristide esiliato perché ... troppo giusto!

Verba Manent 2

Pagina numero: 169

Versione numero: 1

Aristide esiliato perché ... troppo giusto!

Aristide, Ateniese, figlio di Lisimaco, fu pressappoco coetaneo di Temistocle. Perciò lottò con lui per la supremazia; in effetti si calunniarono fra loro. A proposito di costoro, peraltro, si comprese quanto l’eloquenza valesse più della rettitudine. Benché, infatti, Aristide spiccasse per integrità al punto da essere soprannominato “il Giusto”, tuttavia egli, diffamato da Temistocle, con quel famoso coccio fu condannato a un esilio di dieci anni. E poiché costui (→ Aristide) aveva notato un tale che scriveva affinché Aristide fosse bandito dalla patria, gli chiese per quale ragione facesse ciò, o che cosa avesse compiuto Aristide, perché fosse ritenuto meritevole di un così grande castigo. A costui (ossia: “ad Aristide”) quello rispose che egli non conosceva Aristide, ma che non gli piaceva il fatto che si fosse dato tanto avidamente da fare per essere soprannominato “il Giusto” a discapito di tutti gli altri. Costui (→ Aristide) alla fine non scontò la condanna di dieci anni conforme alla legge. Infatti, dopo che Serse discese in Grecia, egli fu riammesso in patria per decreto del popolo.

Versione tratta da: Cornelio Nepote
Pag. 169 n. 1

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