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Versione | pag. 108 n. 17 → La morte di Archimede

Grammatica Picta 2

Pagina numero: 108

Versione numero: 17

La morte di Archimede

Direi che la laboriosità di Archimede fu produttiva, se la medesima non gli avesse sia dato che tolto la vita: infatti, dopo che Siracusa fu conquistata, Marcello, anche se aveva capito che la sua vittoria era stata ostacolata molto e a lungo dagli ordigni (difensivi) di quello, affascinato tuttavia dall’eccezionale abilità di Archimede, dispose pubblicamente che a lui fosse risparmiata la vita. Ma egli, mentre delineava delle figure geometriche con gli occhi fissi a terra, al soldato, che aveva fatto irruzione in casa e, impugnata la spada sopra la testa, chiedeva (→ ad Archimede) chi mai fosse, a causa dell’eccessivo fervore della ricerca, (→ Archimede) non riuscì a dire il proprio nome, ma, protetta la polvere con le mani, disse: “Ti prego, non lo scombinare” e, come colui che non si cura del comando di un vincitore, dopo essere stato decapitato, mescolò con il suo sangue gli abbozzi delle sue teorie. E per questo accadde che, a causa della medesima passione, la vita prima gli venisse donata, e poi gli venisse tolta.

Versione tratta da: Valerio Massimo
Pag. 108 n. 17

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