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Versione | pag. 108 n. 18 → Cicerone ritrova il sepolcro abbandonato di Archimede

Grammatica Picta 2

Pagina numero: 108

Versione numero: 18

Cicerone ritrova il sepolcro abbandonato di Archimede

Io, in qualità di questore, ho scoperto il sepolcro di Archimede, ignoto ai Siracusani, da ogni parte protetto e rivestito da cespugli e rovi. Ricordavo, infatti, certi versi, i quali affermavano che sulla sommità del sepolcro era stata posta una sfera con un cilindro. Ebbene io, mentre esaminavo con lo sguardo ogni sepolcro (infatti, presso le porte di Agrigento, c’è una gran quantità di sepolcri) notai una colonnina non molto sporgente dai cespugli, sulla quale si trovava la figura di una sfera e di un cilindro. Ed io, subito, dissi ai Siracusani (difatti i cittadini più importanti erano insieme a me) che pensavo che quello fosse ciò che cercavo. In molti, mandati con le falci, ripulirono ed aprirono il luogo; e, dopo che l’accesso di esso fu stato aperto, apparve il nome di Archimede. Così, l’illustrissima città della Grecia, un tempo per la verità anche dottissima, , se non l’avesse appreso da un uomo di Arpino, avrebbe ignorato il sepolcro del suo più ingegnoso cittadino.

Versione tratta da: Cicerone
Pag. 108 n. 18

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