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Versione | pag. 65 n. 13 → La congiura di Orgetorìge

Grammatica Picta 2

Pagina numero: 65

Versione numero: 13

La congiura di Orgetorìge

Orgetorìge fu, tra gli Elvezi, di gran lunga il più rispettato e il più ricco. Egli, durante il consolato di M. Messala e M. Pisone, spinto dal desiderio di potere, organizzò una congiura della nobiltà e convinse la popolazione ad uscire con tutte le truppe dal proprio territorio: egli disse che impadronirsi dell’egemonia su tutta la Gallia era una cosa semplicissima, perché essi (→ gli Elvezi) spiccavano su tutti in fatto di valore. Egli (→ Orgetorìge) li convinse in maniera piuttosto facile di ciò per mezzo di questo argomento, e cioè che gli Elvezi sono bloccati da ogni lato dalla conformazione geografica del luogo: da un lato (sono bloccati) dal profondissimo e larghissimo fiume Reno, che separa il territorio degli Elvezi dai Germani; da un secondo lato (sono bloccati) dall’altissimo monte Iura, che si trova tra i Sequani e gli Elvezi; dal terzo lato (sono bloccati) dal lago Lemanno e dal fiume Rodano, che separa la nostra Provincia dagli Elvezi. A causa di queste cose, accadeva sia che essi si muovessero meno in largo, sia che potessero muovere guerra ai confinanti in maniera meno agevole; sotto questo aspetto, gli uomini, bramosi di guerra, erano afflitti da una grande sofferenza. Essi ritenevano che, a paragone sia del gran numero degli uomini, sia della gloria militare e del valore, essi avessero un territorio piccolo, che si estendeva in lunghezza per duecentoquaranta miglia, e in larghezza per centottanta miglia.

Versione tratta da: Cesare
Pag. 65 n. 13

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