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Versione | pag. 53 n. 3 → Epaminonda

Grammatica Picta 2

Pagina numero: 53

Versione numero: 3

Epaminonda

Alla robustezza fisica di Epaminonda si erano aggiunte anche numerose buone qualità dell’animo. Egli, infatti, era modesto, assennato, serio, esperto di guerra, vigoroso quanto a forza fisica, di grandissimo coraggio, a tal punto amante della verità, che nemmeno per gioco diceva cose false. Allo stesso modo era moderato, mite e resistente in maniera ammirevole, sopportando i torti non soltanto del popolo, ma anche degli amici, più di ogni altra cosa mantenendo i segreti che gli erano stati confidati, e, cosa che alle volte giova non meno del parlare eloquentemente, egli (→ Epaminonda) era desideroso di ascoltare: riteneva, infatti, che da ciò si imparava molto facilmente. Pertanto, essendo pervenuto in un gruppo di persone nel quale si teneva un discorso sullo Stato o sulla filosofia, non si allontanò mai da lì, prima che il discorso fosse stato portato a termine. Sopportò in maniera tanto agevole la povertà, da non prendere nulla dallo Stato, fuorché la gloria. Non si approfittò delle risorse degli amici per difendere sé stesso, si servì così di frequente del (suo) credito per sostenere gli altri, che si può ritenere che, per lui, tutte le cose siano state in comune con gli amici.

Versione tratta da: Cornelio Nepote
Pag. 53 n. 3

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