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Versione | pag. 173 n. 30 → Intrighi e omicidi alla corte del Gran Re

Grammatica Picta 1

Pagina numero: 173

Versione numero: 30

Intrighi e omicidi alla corte del Gran Re

Serse, il re dei Persiani, in precedenza terrore dei popoli, dopo che la guerra in Grecia fu stata combattuta con esito negativo, veniva disprezzato persino dai suoi. Il prefetto Artabano, infatti, poiché l’autorità del re si indeboliva ogni giorno, fu portato alla speranza di ottenere il potere. Pertanto, di sera, egli si introdusse nella reggia insieme ai suoi vigorosi figli (infatti Artabano si recava continuamente alla reggia), e assassinò il re. Successivamente Artabano ingannò Artaserse, il figlio del re, con queste parole: Il re è stato ucciso da tuo fratello Dario: devi vendicare senza indugio il parricidio. E così, non appena si fu giunti a casa di Dario, Dario venne ucciso a causa del falso sospetto di parricidio. Quindi Artabano decide di ordire un attentato ad Arteserse, e coinvolge nel piano Baccabaso (lett: “tira Baccabaso dentro alla complicità del piano”). Baccabano, però, rivela ad Arteserse i misfatti di Artabano. Pertanto, il giorno dopo, mentre passa in rassegna le truppe, il re in persona trafigge con la spada Artabano. In tal modo, l’eccellente giovane vendicò sia l’uccisione del padre, sia l’assassinio del fratello.

Versione tratta da: Giustino
Pag. 173 n. 30

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