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Esercizio | pag. 326 n. 1 →

Grammatica Picta 1

Pagina numero: 326

Esercizio numero: 1

1. Serse, dopo che le Termopili furono state espugnate, andò direttamente alla città (ossia: “alla città di Atene”) e, poiché nessuno la difendeva, uccisi i sacerdoti che aveva trovato nell’Acropoli, la distrusse con un incendio.
2. Ho scritto queste cose per questa ragione, affinché tu capissi che io soffro non senza ragione.
3. A quel punto, alla fine, Lisco, spinto dal discorso di Cesare, espone ciò che prima aveva taciuto.
4. I nemici, anche disperando della salvezza (lett.: “anche alla fine della speranza di salvezza”), dimostrarono un valore tanto grande che, dopo che i primi tra i loro erano caduti, i più vicini salivano su quelli che giacevano a terra e combattevano da sopra ai loro cadaveri.
5. Cesare esortò i tribuni (tribunos) dei soldati a riunirsi poco per volta alle legioni.
6. I Germani, udito il clamore dietro le spalle, gettate le armi e abbandonate le insegne militari, si scagliarono fuori dall’accampamento.
7. Vi chiedo e vi supplico di ascoltare attentamente e con benevola indulgenza le mie parole.
8. Manca che tu mandi un misuratore di livelli oppure un architetto, affinché esamini con attenzione il lago.
9. Non era proprio del costume dei Greci che delle donne sedessero ad un banchetto di uomini.
10. Le galline riscaldano i pulcini per mezzo delle piume, affinché non siano colpiti dal freddo.
11. Prima della vecchiaia mi sono preoccupato di vivere bene, in vecchiaia mi preoccupo di morire bene.
12. Cesare esortò i soldati a mantenere il ricordo del loro passato valore, e a non agitarsi d’animo, e a sostenere l’attacco dei nemici.

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