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Versione | pag. 230 n. 37 → Vespasiano, un princeps illuminato

Lingua e Cultura Latina 1 Edizione Gialla

Pagina numero: 230

Versione numero: 37

Vespasiano, un princeps illuminato

A Vitellio succede Vespasiano, eletto imperatore in Palestina dai suoi soldati. Nato da umile famiglia, in un piccolo villaggio dei Sabini, era un imperatore magnanimo e clemente, e distinto nella vita privata; amava parecchio il denaro, ma non era avido; offriva infatti sempre aiuto e monete ai poveri e ai bisognosi. Puniva i colpevoli con il castigo dell’esilio, non (con il castigo) della morte. Aggiunge all’impero Romano la Giudea, e Gerusalemme, illustre città della Palestina; dopo la vittoria, insieme al figlio Tito, celebra il trionfo sugli abitanti di Gerusalemme. Riduce alla condizione di province l’Acaia, la Licia, Rodi, Bisanzio, Samo, che in precedenza erano libere, e allo stesso modo la Tracia e la Cilicia. Era incurante delle offese e delle inimicizie e un diligente moderatore della disciplina militare. Era piacevole e amabile con tutti. Morì da vecchio nella sua villa Sabina e, come raccontano, ascese immediatamente al cielo tra gli dèi e viene chiamato “divino”.

Versione tratta da: Eutropio
Pag. 230 n. 37

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