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Versione | pag. 462 n. 85 → Viriato, da mercenario a generale

Lingua e Cultura Latina 1 Edizione Gialla

Pagina numero: 462

Versione numero: 85

Viriato, da mercenario a generale

Viriàto, Lusitano d’origine, divenuto in un primo tempo da pastore cacciatore, e da cacciatore bandito, e più tardi da bandito mercenario, e, alla fine, divenuto comandante di tutti i Lusitani, guidò una lunga guerra contro i Romani: infatti, per prima cosa catturò ed uccise il pretore M. Vetilio, dopo che ebbe massacrato l’esercito di lui, e poi massacrò e mise in fuga anche il pretore C. Plauzio insieme alle sue truppe. E così infuse nei Romani un terrore tanto grande, che contro di lui vennero inviati due eserciti consolari, ma Viriato abbatté anche i generali di quelli: Claudio Unimano e C. Nigidio. Preferì chiedere al popolo Romano la pace da vincitore e in armi, piuttosto che da sconfitto e senza armi; e, dopo che ebbe concesso molte altre cose, ma ebbe mantenuto le armi, mosse di nuovo guerra ai Romani. Allora il pretore Servilio Cepio, poiché non poteva sconfiggerlo in altra maniera, si avvalse di due traditori corrotti per mezzo del denaro, affinché assassinassero Viriato. Ma la vittoria, dal momento che era stata conseguita per mezzo dell’inganno, non venne approvata dal Senato.

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