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Lingua e Cultura Latina 1 Edizione Gialla - pag. 409 n. 74 → Doveri del buon fattore

Lingua e Cultura Latina 1 Edizione Gialla

Pagina numero: 409

Versione numero: 74

Doveri del buon fattore

Che il fattore faccia uso di una saggia diligenza, conservi diligentemente le proprie cose, trattenga la mano dalle cose altrui; lasci stare i litigi; non sia un bighellone, sia sempre sobrio. Che non rubi il raccolto, che curi tutto il lavoro agricolo. Che si alzi per primo dal letto, che vada a dormire per ultimo. Che non ari la terra arida: infatti, qualora la arasse, spargerebbe i semi invano. Che porti a compimento ogni lavoro al momento opportuno; infatti l’agricoltura è così: se il fattore facesse una singola cosa troppo tardi, porterebbe a compimento in ritardo anche tutti gli altri lavori. Che curi i buoi con grande diligenza; se le lettiere verranno a mancare, egli dovrà raccogliere fogliame di leccio e dovrà stenderlo sotto alle pecore e ai buoi. Che tagli il fogliame del pioppo, dell’olmo e della quercia durante la stagione estiva: se non lo tagliasse per tempo, durante l’autunno e l’inverno agli animali mancherebbero le lettiere. Dopo la pioggia dell’autunno dovrà seminare la rapa, il foraggio e il lupino.

Versione tratta da: Catone

Pag. 409 n. 74

→ Vilicus bona diligentia utatur, sua servet diligenter, alienis …

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