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Versione | pag. 218 n. 118 → Semplicità dei costumi di Scipione l’Africano

ALIAS

Pagina numero: 218

Versione numero: 118

Semplicità dei costumi di Scipione l’Africano

Ho visto la villa costruita con dei massi quadrati, un muro circondato da un bosco, e anche le torri innalzate da una parte e dall’altra a difesa della villa, una cisterna nascosta da edifici e da piante, che basterebbe persino per i bisogni di un esercito, un bagnetto angusto, buio, secondo la consuetudine antica: infatti ai nostri antenati (il bagno) non sembrava caldo a meno che non fosse buio. Dunque mi prese un grande piacere nel confrontare i costumi di Scipione e i nostri: in questo luogo appartato quel grande “flagello di Cartagine”, a cui Roma deve il fatto di essere stata conquistata soltanto una volta, lavava il corpo, stanco a causa delle fatiche dei campi. Infatti si teneva in esercizio con l’attività, e lavorava lui stesso la terra, come ebbero costume gli antenati. Quel grande stette sotto questo tetto così misero, questo pavimento così semplice sostenne quel grande.

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