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Mirum Iter 1 - pag. 350 n. 101 → Una tournée che rischia di finire male

Mirum Iter 1

Pagina numero: 350

Versione numero: 101

Una tournée che rischia di finire male

Arione fu un suonatore di cetra antico ed apprezzato. Egli fu, quanto a zona e a città, Metimneo, quanto a patria e ad isola, di Lesbo. Il re di Corinto Periandro considerò tale Arione, per le doti artistiche, un amico e un favorito. In seguito egli (→ Arione) si separò dal re e visitò terre rinomate: la Sicilia e l’Italia. Quando giunse là, e deliziò le orecchie e le menti di tutti, costui fu ricercato, desiderato e amato da tutti (lett.: “fu nelle ricerche, nei piaceri e negli amori degli uomini”). A quel punto poi egli, ricco di abbondante denaro e di molti beni, decise di ritornare a Corinto e scelse naviganti Corinzi, in quanto a lui noti e amici. Ma quei Corinzi, avidi di bottino e di denaro, organizzarono un attentato ad Arione.  Quello, quando comprese la sciagura, consegnò loro il denaro e tutte le altre sue cose, ma supplicò ciò: voleva indossare tutti i suoi vestiti, prendere la cetra e di intonare un canto, conforto di quella sua sventura. I marinai rozzi e incivili permisero questa cosa. Alla fine del canto si gettò lontano, nel (mare) profondo, con la cetra e tutto l’equipaggiamento, così come si trovava e cantava.

Versione tratta da: Aulo Gellio

Pag. 350 n. 101

→ Vetus et nobilis Arion cantor fidibus fuit. Is loco et oppido Methymnaeus …

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Mirum Iter 1