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Donum Quaderno 1 - pag. 97 n. 8 → Il regno dei morti

Donum Quaderno 1

Pagina numero: 97

Versione numero: 8

Il regno dei morti

Gli antichi chiamavano il regno dei morti Erebo, o anche Averno, e lo collocavano sottoterra, in una buia voragine. Credevano che sulla soglia stesse sdraiato il cane Cerbero, che aveva tre teste e colli spaventosi a causa di sinistri serpenti. Egli terrorizzava con forti latrati le pallide anime. Leggiamo anche che nell’Erebo si trovava il Tartaro, sede degli uomini scellerati, e l’Eliso: qui avevano le sedi beate le anime dei giusti, che conducevano una vita lieta. Intorno al Tartaro scorrevano neri fiumi impetuosi: l’Acheronte, dove arrivavano le folle dei morti per imbarcarsi sulla barchetta del colore della ruggine del traghettatore Caronte; il Cocito, al posto delle onde, portava con sé le lacrime degli scellerati; l’orrendo Stige, dal quale esalavano vapori mortiferi; il Lete, dalle sorgenti del quale le anime dei morti bevevano con l’acqua l’oblio della vita passata. Senza dubbio nessuno di voi ignora che nel Tartaro c’era la reggia di Plutone, che aveva ogni potere sui morti.

Pag. 97 n. 8

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