Cassius
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Vereor ne hodie multi ob rusticitatem Scipionem reprehendant quod non in …

Latino ad hoc 2

Pagina numero: 132

Versione numero: 19

I bagni degli antichi Romani

Temo che oggi molti rimproverino Scipione a causa dei suoi modi rustici, poiché non aveva lasciato entrare nella sua stanza da bagno la luce del giorno con ampie vetrate, poiché nella troppa luce non digeriva e attendeva di digerire in bagno! “Oh misero uomo! – dicono molti – non ha saputo vivere”. E’ indubbio che non si lavava con acqua filtrata, ma spesso torbida e, quando pioveva più forte, quasi fangosa. “in realtà, – dice qualcuno – Scipione, che si lavava in questo modo, ha vissuto in esilio”. Per di più non si lavava tutti i giorni; infatti, come sostenevano coloro i quali hanno tramandato le antiche usanze di Roma, i nostri antenati pulivano quotidianamente le braccia e le gambe, che naturalmente, con il lavoro, avevano raccolto sporcizie, per il resto si lavavano ogni otto giorni. Dopo che furono inventati bagni puliti, ci sono uomini più sporchi!

Versione tratta da: Seneca

Pag. 132 n. 19

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