Cassius
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Variana clade nuntiata excubias per urbem indixit, ne quis tumultus … 

Il Tantucci Plus 2

Pagina numero: 56

Versione numero: 44

Augusto, Varo e la disciplina militare

Dopo l’annuncio della disfatta di Varo, (Augusto) prescrisse sentinelle per la città, affinché non insorgesse nessun tumulto, e ai governatori delle province trasmise l’ordine che gli alleati fossero tenuti a bada da uomini preparati ed esperti. Riferiscono, infine, che egli era talmente costernato che, dopo essersi lasciato crescere per mesi la barba e i capelli, batteva di tanto in tanto la testa contro le porte gridando: O Quintilio Varo, restituisci le legioni! Nella pratica militare cambiò molte cose, istituì molte cose e inoltre riportò alcune cose all’antico costume. Mantenne la disciplina con il massimo rigore. E a nessuno dei luogotenenti concesse, se non con difficoltà, e soltanto durante i mesi invernali, di rivedere la moglie. Se alcune coorti avevano abbandonato la posizione, egli le rifornì di grano razionato. E non chiamava, dopo le guerre civili, o nell’assemblea, o tramite gli editti, nessuno dei soldati “commilitoni”, ma “soldati”, e non permise che fossero chiamati diversamente nemmeno dai suoi figli o dai suoi figliastri che detenevano un ruolo di comando militare, poiché riteneva ciò più ostentato di quanto richiedesse sia la disciplina militare, sia la tranquillità dei tempi, sia la posizione sua e del suo casato.

Versione tratta da: Svetonio