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Repetita 1 - pag. 174 n. 19 → Atto di clemenza di Antonio nei confronti di Attico

Repetita 1

Pagina numero: 174

Versione numero: 19

Atto di clemenza di Antonio nei confronti di Attico

Quando Antonio fece ritorno in Italia, tutti ritenevano che Attico fosse in grande pericolo a causa dell’intima amicizia con Cicerone e Bruto. Perciò, all’arrivo dei comandanti, egli (→ Attico) si era allontanato dal foro, temendo la proscrizione, e stava nascosto presso P. Volumnio, al quale, come abbiamo detto, poco tempo prima aveva prestato aiuto, e con sé teneva Q. Gellio Canio, suo coetaneo e a sé molto somigliante. Antonio però, nonostante nutrisse un odio così grande nei confronti di Cicerone, tuttavia fu memore del favore di Attico, e gli scrisse di sua mano di non temere, e di andare subito da lui. Fece poi rimuovere dal numero dei proscritti lui e, grazie a lui, Canio. Inoltre, affinché non si imbattesse in un qualche pericolo, cosa che di notte capitava, gli mandò una scorta. Così Attico, nel grandissimo timore (ossia: “in un momento di enorme paura”), fu d’aiuto non solo a sé stesso, ma anche a colui che aveva tanto caro.

Versione tratta da: Cornelio Nepote

Pag. 174 n. 19

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