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Versione | pag. 214 n. 6 → L’abito del civis Romanus

Ludus in Tabula 1

Pagina numero: 214

Versione numero: 6

L’abito del civis Romanus

Le tuniche lunghe oltre le braccia e fino alle mani, e fin quasi alle dita, furono una cosa sconveniente per gli uomini, a Roma e in tutto il Lazio. I nostri, con un termine Greco, denominarono quelle tuniche “chirodite”, e reputarono adeguato alle sole donne un abito ampio in lungo e in largo, perché con simili indumenti (→ una donna, soggetto sottinteso) doveva proteggere braccia e gambe contro gli sguardi. Gli uomini Romani, al contrario, in origine indossavano le toghe sicuramente senza le tuniche; successivamente, portavano tuniche corte e succinte, che terminavano al di sopra della spalla. Publio Africano, il figlio di Paolo, un uomo dotato di tutte le buone qualità e di ogni virtù, biasimò Publio Sulpicio Gallo, un uomo effeminato, perché vestiva tuniche lunghe fino a tutte le mani. Anche Virgilio condanna come indecenti simili tuniche, per così dire muliebri: Come le tuniche hanno le maniche, così le mitre hanno i nastrini.

Versione tratta da: Gellio
Pag. 214 n. 6

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