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Versione | pag. 318 n. 86 → Il discorso di Critognàto

Il Nuovo Expedite 1

Pagina numero: 318

Versione numero: 86

Il discorso di Critognàto

Allora coloro che erano assediati ad Alesia, poiché era trascorso il giorno in cui avevano atteso i rinforzi dei loro alleati, avendo esaurito tutto il grano, ignari dell’arrivo degli Edui, dopo aver convocato un’assemblea, discutevano circa l’esito della loro situazione. Furono espresse varie opinioni una parte delle quali proponeva la resa, un parte l’uscita dalla città; il discorso dell’illustre Critognato, di grande influenza presso gli Arverni, è degno di memoria: “Non ho intenzione di dire nulla circa l’opinione di coloro che chiamano con il nome di resa la vergognosa schiavitù e non li reputo concittadini e fratelli. Io mi rivolgo a coloro i quali approvano l’uscita (dalla città): codesta è debolezza d’animo, non valore, soprattutto il fatto di non poter sopportare la mancanza di viveri. Che dobbiamo fare, dunque, secondo il mio parere? (Dobbiamo) fare ciò che i nostri antenati fecero nella guerra contro i Cimbri e i Teutoni. Essi, assediati nella città e schiacciati da una fame simile, resistettero valorosamente e non si consegnarono ai nemici.

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