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Versione | pag. 263 n. 5 → Tito Manlio Torquato: un uomo violento

LL - Seconda Edizione

Pagina numero: 263

Versione numero: 5

Tito Manlio Torquato: un uomo violento

Tito Manlio Torquato, a causa dell’ottusità d’ingegno e di parola, venne relegato dal padre in campagna. Un giorno, quando il padre venne citato in giudizio dal tribuno della plebe Pomponio, il figlio, di notte, si diresse a Roma. Ottenne dal tribuno un colloquio segreto, strinse la spada con la mano e, per mezzo di molta paura, lo spinse a lasciar perdere quell’accusa. Sotto il dittatore Sulpicio (ossia: “Mentre militava agli ordini del dittatore Sulpicio”), Manlio, tribuno dei soldati, uccise uno sfidante Gallo; gli tolse una collana e la mise al proprio collo. Da console, durante la guerra contro i Latini, uccise il proprio figlio con una scure, perché aveva combattuto contrariamente ad un ordine. Grazie al sacrificio del collega Decio, sconfisse i Latini presso il fiume Veseri. Rinunciò al consolato, poiché – come diceva – né egli sopportava i difetti del popolo, né il popolo sopportava la sua severità.

Versione tratta da: Pseudo Aurelio Vittore
Pag. 263 n. 5

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