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Titus Aurelius Antoninus tam philosophiae studiosus fuit ut, iam ascitus adoptione in imperium …

Monitor - Lezioni 1

Pagina numero: 448

Versione numero: 217

Antonio Pio

Tito Aurelio Antonino fu appassionato di filosofia al punto che, sebbene ormai, con l’adozione, fosse stato scelto per l’impero, tuttavia frequentava in maniera assidua la casa del maestro Apollonio, al fine di imparare fino in fondo la filosofia e la letteratura. Rispettava con una devozione così grande i propri maestri, che teneva delle loro raffigurazioni in oro nel Larario, ed onorava le loro tombe per mezzo di vittime e fiori. Quando scoprì di essere stato adottato dall’imperatore Adriano, non fu solamente felice, ma anche spaventato; e poiché gli schiavi gli domandavano perché passasse triste all’adozione imperiale, parlò dei mali del potere. Infatti, una massima del filosofo Platone fu costantemente sulla bocca di lui: Le comunità prosperano o quando comandano i filosofi, oppure quando gli imperatori si dedicano alla filosofia. Dunque esercitò il potere nell’amore di tutti, e veniva chiamato ora fratello, ora figlio, ora padre. Terminò l’ultimo giorno (ossia: “morì”) nel diciottesimo anno del suo impero: nel giorno del regio funerale, risplendé un amore verso di lui tanto grande che tutti dichiaravano che egli era ritornato presso gli dèi.

Versione tratta da: Eutropio

Pag. 448 n. 217

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